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La riflessologia

Figura: Pittura rinvenuta nella tomba di Ankhamahor a Saqquara in Egitto risalente alla VI dinastia (2330 A.C)

La precisa collocazione della nascita e il luogo della riflessologia non è certa, di certo possiamo dire che è una tecnica antichissima.
Le origini risalgono a 5000 anni fa, in Cina, si trova traccia di questa pratica medica in pitture egizie risalenti al 3000 a.C., che illustra come i piedi venissero massaggiati con un metodo ben preciso.

Anche tribù come gli Indiani d’America e tribù primitive africane utilizzavano una forma di riflessologia.
Questo tipo di massaggio potremmo dire che ha origine con l’uomo, in quanto l’uomo primitivo per potersi curare aveva a disposizione solo le sue mani e il suo istinto che lo spingeva a sfregarsi la parte colpita se provava dolore, oggi questo viene preso alla leggera, considerato di nessuna importanza ma evidenza, in modo indiscutibile, la presenza nel nostro corpo di un circuito di impulsi nervosi.

Solo per farvi un esempio, prendiamo per un attimo in esame il colon o l’intestino detto anche cervello enterico, addominale o viscerale.
Esso è formato dal plesso mienterico (rete di fibre nervose che vanno ad innervare l’apparato digerente)+ il plesso submucosale.
L’intestino o cervello enterico, oltre a elaborare le sostanze necessarie alla vita delle nostre cellule,  ha proprietà legate alle funzioni derivanti dalle emozioni ed all'inconscio del soggetto; infatti le sue cellule producono  Neurotrasmettitori (sono sostanze che veicolano le informazioni fra le cellule componenti il sistema nervoso) e Proteine che contribuiscono al buon funzionamento del Sistema Nervoso Centrale (SNC) e quindi dell'intero apparato bio cibernetico – il corpo.
Questo secondo cervello (colon) secerne sostanze psicoattive come antidolorifici e calmanti che influenzano gli stati d’animo, per esempio produce il 95% della Serotonina, un neurotrasmettitore importantissimo che svolge un ruolo fondamentale nella regolazione dell'umore, del sonno, della temperatura corporea, della sessualità e dell'appetito  ed è interessato anche dal riflesso peristaltico.
Cos’è il riflesso peristaltico?
Quando il cibo, ormai divenuto bolo intestinale, passa dal tubo digerente a contatto con la mucosa intestinale, i neuroni situati nella sede interessata al passaggio del bolo si stirano e stimolano di conseguenza delle cellule (enterocromaffini) a liberare Serotonina che a sua volta agisce su altri neuroni, che sono situati sotto la mucosa stessa,che a sua volta comandano le cellule muscolari di dilatarsi e/o contrarsi creando un flusso di contrazione a monte e dilatazione a valle (come i movimenti del  bruco) per far avanzare in un’unica direzione (verso l’ano) il chimo, così chiamato il cibo ingerito dalla bocca  e predigerito dallo stomaco.
Questo organo, il colon ha circa 100 milioni di Neuroni (molti di più di quanti sono nel midollo spinale) che sono disseminati come una maglia a rete che lo avvolgono.

Questo esempio vuole essere solo una piccola conferma di quanto detto sopra, cioè che il nostro corpo è formato da una complicatissima rete di fibre nervose.
Questa splendida scoperta “moderna” ci permette di lavorare con una tecnica antichissima come la riflessologia con la consapevolezza che quello che stiamo facendo ha un significato ben preciso.
Cosa voglio dire?
Voglio dire che possiamo lavorare con la riflessologia per quasi qualsiasi dolore, problema, patologia, disturbo fisico ma anche emotivo, psichico e fisiologico.
La tecnica di riflessologia di cui vi sto parlando differenzia da tante altre, forse da tutte le altre, perché cerca di andare alla ricerca della basa del disturbo, non si ferma al diminuire il sintomo, ne cerca la causa e si avvale di un’insieme di zone riflesse che non sono solo quelle indicate come da tanti solo nel piede, ma sono presenti in tutto il nostro corpo.
Ricordate l’esempio fatto all’inizio dell’intestino?
Ho detto che l’intestino o cervello enterico, oltre a elaborare le sostanze necessarie alla vita delle nostre cellule,  ha proprietà legate alle funzioni derivanti dalle emozioni ed all'inconscio del soggetto, questo, secondo voi, può valere anche per altri organi?
La risposta è senza dubbio SI!

La riflessologia, applicata in questo Studio, collega i disturbi fisici, psichici e psicofisici tra loro attraverso una somatizzazione emozionale, può essere usata come uno strumento di aiuto durante un dolori ma soprattutto in prevenzione in vista di potenziali disturbi.